Urgnano

Urgnano

Uno dei luoghi maggiormente riconosciuti a Urgnano è il Castello Albani, che delimita a nord il centro storico, racchiuso entro la strada di circonvallazione ubicata dove un tempo sorgevano le mura difensive. Oltre il castello, Urgnano offre altri interessanti documenti di storia dell’architettura e dell’arte: il campanile, che con la sua particolare foggia domina il territorio circostante; la chiesa parrocchiale, la ex chiesa di San Giuseppe, la chiesa dell’Addolorata ed ancora, uscendo dal centro storico, la chiesa della SS. Trinità, con pregevoli affreschi, il Santuario della Basella, dove è aperto un museo etnografico, fino a giungere al fiume Serio, che lambisce il territorio di Urgnano inserendolo tra i comuni del Parco del Serio.

Urgnano viene citato per la prima volta in documenti del secolo X, ma la fondazione di un insediamento abitativo nei suoi territori può essere fatta risalire ad epoca ancora più remota: l’epoca romana oppure il periodo di dominazione longobarda. A supporto della teoria che Urgnano fosse già abitato in epoca romana vi sono alcune lastre tombali del I secolo d.C. rinvenute nel secolo XVIII ed attualmente conservate presso il Museo Archeologico di Bergamo; ma non solo, infatti la particolare posizione del comune, collocato all’incrocio della Strada Francesca con la strada Bergamo-Cremona, e l’etimologia, forse derivante da un patronimico Urnianus, convaliderebbero l’ipotesi della fondazione romana.

Nel secolo X era presente in Urgnano un primitivo castrum, ovvero un recinto fortificato, che si estendeva lungo un perimetro rinvenibile tra l’attuale piazza e la via Portone; all’interno del castrum si trovavano il palatium, cioè il palazzo della comunità, e la chiesa denominata Beata Vergine del Palazzo.

Grazie alla posizione strategica nel territorio, nei secoli successivi, Urgnano si sviluppa ulteriormente, cosicchè la cinta difensiva viene ampliata fino a racchiudere i borghi Credaro (a est), Castello (a sud) e Borgo Nuovo; nel secolo XIII viene realizzato il primo nucleo della rocca, che viene poi ampliata e rafforzata nel 1354 da Giovanni Visconti, sotto il cui dominio Urgnano si viene a trovare.

Nel 1454, in seguito alla pace di Lodi, Urgnano è sottoposta alla dominazione della Repubblica di Venezia che, oltre a rinforzare ulteriormente le mura difensive del borgo, lo cede in feudo a Bartolomeo Colleoni. Nel 1475, in seguito alla morte del Colleoni, Urgnano torna sotto il controllo diretto della Serenissimaa, mentre la rocca, che era patrimonio personale del Colleoni, entra in possesso di Abbondio Longhi e della moglie Maddalena Cucchi, che promuove iniziative di restauro ed abbellimento dell’edificio.

Nel 1538 la rocca diviene possesso di Gian Girolamo Albani, mentre il comune continua a svilupparsi economicamente, grazie anche ai contributi dei ‘facchini’, ovvero degli urgnanesi che prestavano la loro opera nei porti e nelle dogane di Pisa, Livorno e Milano. Alla fine del secolo XVI Urgnano viene descritta come borgo ricco e fertile, cinto da solide mura e fossato adacquato, con tre porte ed una forte rocca. Tra gli avvenimenti più significativi dei secoli successivi si citano le visite in Urgnano di Ferdinando III Imperatore (1649) e di Elisabetta Cristina Imperatrice (1708), entrambi ospitati dalla famiglia Albani; la costruzione della nuova chiesa parrocchiale (1783) e dell’imponente torre campanaria, realizzata nel 1824 su progetto di Luigi Cagnola, e la demolizione delle mura urbane, avvenuta nei primi decenni del secolo XIX.