Pagazzano

Pagazzano

è ubicato lungo la Strada Provinciale che collega Treviglio con Morengo, tra i Comuni di Brignano, Cologno e Caravaggio. La zona sud-ovest di Pagazzano è dominata dal profilo dell’imponente e suggestivo Castello Visconteo, preziosa testimonianza di architettura fortificata giunta a noi pressochè integra nei caratteri difensivi. Nelle aree a nord e ad est del castello si è sviluppato il centro storico di Pagazzano, caratterizzato dalla presenza di architetture rurali, chiara testimonianza della vocazione prevalentemente  agricola del sito. Il profilo omogeneo delle architetture di derivazione rurale che compongono il centro storico di Pagazzano è interrotto dal campanile, annesso alla chiesa parrocchiale, e dai capannoni e silos dell’industria lattero-casearia e di allevamento presente a Pagazzano. Accanto alla chiesa parrocchiale, altre testimonianze di architettura religiosa sono visibili nella chiesa di San Francesco e nella cappella campestre di Sant’Eurosia, immersa nel verde dei campi che si estendono tra Pagazzano e Brignano.

Le origini di Pagazzano possono essere ricondotte all’epoca romana, come testimonia l’andamento ortogonale delle strade che attraversano il territorio e che ancora oggi caratterizza la forma di alcuni isolati del centro storico: in particolare l’isolato centrale del nucleo consolidato, di forma quadrata, misura circa un actus quadratus, sottomultiplo di centuria romana. Il toponimo, da Pacatius-Pacatianus, patronimico romano, confermerebbe tale ipotesi, avvalorata anche dal ritrovamento di reperti archeologici, alcuni dei quali dei epoca addirittura precedente a quella romana. Di fronte alla minaccia delle incursioni nemiche gli abitanti delle ville romane si riuniscono e costituiscono un recinto fortificato: incerta l’epoca esatta di realizzazione della prima opera difensiva, che potrebbe essere collocata tra il VI e il IX secolo.

Tra il IX ed il XII secolo, Pagazzano è sotto la giurisdizione prima del conte e poi del vescovo di Bergamo. Nel XII secolo, Pagazzano compare nell’elenco dei castra (cioè dei ‘castelli’) che Federico Barbarossa cede al comune di Milano; dopo essere stato possesso della famiglia Torriani entra a far parte dei domini della famiglia Visconti nella prima metà del secolo XVI. Nel 1354, Pagazzano è possesso di Barnabò Visconti, che probabilmente provvede ad un rifacimento del primitivo castello e che qui riceve Filippo Borromeo ed ospita Francesco Petrarca.

Nei secoli successivi le vicende di Pagazzano sono legate alla presenza del castello: dopo essere stato ceduto a diversi proprietari durante le lotte di predominio tra la Repubblica di Venezia ed il Ducato di Milano, il castello è definitivamente proprietà dei Visconti del ramo di Sagromoro II di Brignano nel 1465. In seguito alla Pace di Lodi, che assegna la Gera d’Adda e Pagazzano al Ducato di Milano, i Visconti provvedono al rafforzamento del castello, cui conferiscono l’attuale aspetto con struttura merlata e turrita, tipica dei castelli sforzeschi di pianura. Il rafforzamento del castello è dovuto a ragioni strategiche, infatti nel territorio di Pagazzano passava il confine di stato, definito Fosso Bergamasco: immediatamente al di là del Fosso sorgeva il castello di Morengo, che andava controllato e contrapposto con un’analoga, se non più forte, struttura difensiva. Raggiunta la stabilità politica, nel secolo XVI intorno al castello consolidano le corti rurali che ancora oggi caratterizzano il centro storico di Pagazzano: il nucleo abitato si sviluppa tra i due edifici più importanti presenti nel territorio, il castello, ubicato a sud, e la chiesa parrocchiale, ubicata a nord e sicuramente già esistente nel corso del Cinquecento. Nei secoli successivi, Pagazzano segue le sorti della Gera d’Adda, passando sotto la dominazione spagnola prima e quella austriaca poi, con la breve parentesi del periodo napoleonico alla fine del secolo XVIII.