Misano di Gera D’Adda

Misano Gera D’Adda

si trova a sud di Treviglio, nella pianura irrigua, dove sono abbondanti le sorgenti e i fontanili che affiorano dal terreno: ancora oggi la caratteristica principale di Misano è quella di avere un territorio ricco di acqua, un territorio dove alle risorgive ed ai fontanili si affiancano le rogge, canali realizzati dall’uomo nel corso dei secoli per meglio sfruttare i suolo produttivi. Il comune di Misano è ancora circondato da ampie zone coltivate, soprattutto lungo la strada che conduce a Crema; il centro storico mostra ancora chiaramente la prevalente vocazione agricola del luogo, dove unici emergenti nel compatto tessuto edilizio sono la chiesa parrocchiale, il municipio, ex palazzo Visconti-Gambarin-Guida, Fugazzola, e la chiesa di San Rocco e San Sebastiano, ubicata al margine del centro storico.

A Misano sono stati rinvenuti alcuni reperti archeologici particolarmente interessanti databili alla metà del I secolo a.C.: questi rinvenimenti, che consistono in un ricco corredo funerario, attestano la presenza di un nucleo abitativo in zona nell’epoca tardo gallica. Non sono state rinvenute testimonianze di insediamenti in epoca romana e il primo documento in cui Misano viene citato risale al secolo X, quando  il paese era di dominio dei vescovi di Cremona: successivamente sappiamo, da un documento nel secolo IX, che Misano è chiesa plebana in diocesi di Cremona, quindi con una certa rilevanza all’interno del territorio.  

Nei secoli IX e XII, Misano è sottoposta al dominio del vescovo di Milano, quindi diventa feudo di Sigfredo da Soresina, per poi tornare in possesso del vescovo di Cremona, che dona al paese a Arduino II, conte di Bergamo della famiglia Gisalbertina. Nel 1186, Misano è tra i comuni che Federico Barbarossa cede a Milano, e nei secoli successivi sarà legato alle vicende del capoluogo, venendo interessato dalle lotte di fazione tra guelfi e ghibellini nei secoli XIII e XIV. Nel 1414, Filippo Maria Visconti nomina feudatario di Misano Giorgio Benzoni, che lascerà il proprio dominio dopo pochi anni.

Il secolo XV è caratterizzato dalle lotte di predominio sulla Gera d’Adda condotte tra la Repubblica di Venezia e il Ducato di Milano: dopo alterne vicende la Gera d’Adda, e con essa Milano, viene assegnata al Ducato di Milano (Pace di Lodi, 1454), del quale segurà le sorti fino all’avvento dell’Unità d’Italia.

Da alcune relazioni militari della seconda metà del secolo XV e della visione della quattrocentesca mappa ‘Desegnio de Crema et del Cremasco’ sappiamo che Misano era dotata di mura difensive circondate da un fossato, che si estendevano lungo il perimetro dell’attuale centro storico (vie Maestri, Marconi, Papa Giovanni XXIII); oltre al recinto fortificato probabilmente sorgeva a Misano un antico castello, come si evince dalla permanenza del toponimo ‘castello’ nella via contigua alla chiesa parrocchiale. Il castello, di cui si dice siano state rinvenute tracce proprio nell’area della chiesa, era probabilmente la sede del feudatario, realizzata nel periodo medioevale a scopo difensivo sia interno che esterno.

I primi decenni del secolo XVI per la Gera d’Adda, anche per Misano, furono funestati dal passaggio delle truppe veneziane e francesi prima e da quelle di Giovanni dalle Bande Nere poi, che nel 1524 si accampò in prossimità del Santuario della Beata Vergine di Caravaggio, a pochi chilometri da Misano. Nel 1525, Misano viene annessa al Marchesato di Caravaggio, sotto il cui dominio permane fino al 1779: in questi secoli il paese affronta diverse calamità, tra cui le pestilenze del 1529/30, del 1540, del 1576/77 e quella del 1630; un’ invasione di cavallette, nel 1542; e le scorrerie di banditi e ribaldi d’ogni sorta provenienti soprattutto dalla Repubblica di Venezia, che confinava con Misano, essendo Capralba sotto il dominio della Serenissima.

La particolare posizione di confine non ha portato a Misano grandi vantaggi dal punto di vista degli scambi commerciali: nel secolo XIX il paese è descritto come prevalentemente agricolo, e tra le principali coltivazioni si annovera il riso, sparito nella seconda metà dell’ 800, a seguito delle bonifiche condotte per debellare la malaria che si è ampliamente diffusa nella zona. Tra i personaggi misanesi si ricorda il Tenente Emanuele Carioni, uno dei 67 morti dell’eccidio di Fossoli, eroe patrio che a soli 22 anni venne fucilato presso il Poligono di tiro di Cibeno (Carpi) il 12/07/1944.