Lurano

Lurano

Percorrendo la strada che da Verdello conduce a Brignano ad un certo punto, verso ovest, si scorge un edificio dalle fattezze castellane: una torre affiancata da un massiccio corpo di fabbrica anteceduto da campi coltivati e orti ci indica la presenza di un elemento particolarmente significativo nel territorio, un elemento ricco di storia e di valori culturali. Ciò che vediamo è un’anticipazione dell’antico borgo di Lurano, che si sviluppa attorno al suo castello medioevale e che cela una storia millenaria, con significativi episodi di vita civile e religiosa, espressa dalla presenza di una notevole chiesa parrocchiale ma anche dal piccolo santuario della Madonna della Quaglia, che si erge in un suggestivo paesaggio rurale, punto nodale in mezzo ai campi.

Il centro storico di Lurano appare, come già scriveva Marco Carminati nel 1893, diviso da una strada, che funge quasi da spina dorsale del paese separando la zona dove è situato il ‘Castello’, verso est, dalla zona dove sorgono case dal passato rustico, ancora oggi riconoscibile per le fattezze ascrivibili ad una tipologia rurale. Le vicende del castello sono strettamente connesse con le vicende di Lurano: esso sorse, infatti, probabilmente nell’Alto Medioevo, come recinto fortificato entro cui gli abitanti delle case rustiche sparse nel territorio si rifugiavano in caso di pericolo. Il castello viene citato per la prima volta in documenti del secolo XIII, dove si parla di una torre, da intendersi probabilmente come casa-torre, ovvero come luogo fortificato: ma Lurano è attestato in documenti più antichi, infatti il nome Lauriano (antico appellativo di Lurano) compare già in documenti del secolo IX.

Al di là della documentazione scritta, possiamo dedurre che Lurano fosse abitato anche in epoca romana come attesta non solo l’origine del nome, ma anche come si evince da numerosi reperti archeologici di epoca romana rinvenuti soprattutto alla fine del secolo XIX e come conferma la evidente permanenza della traccia della centuriazione romana, soprattutto nella zona adiacente il santuario della Madonna della Quaglia, luogo da dove provengono le più cospicue testimonianze archeologiche. Possiamo immaginare gli abitanti di Lurano che, così come la maggior parte degli abitanti della pianura bergamasca, trovandosi senza difese all’epoca delle incursioni barbariche, realizzano un primo nucleo difensivo, cioè un recinto fortificato, poi sviluppatosi nel castello. Tale primitiva formazione viene confermata anche dalla particolare articolazione degli spazi del castello, che si sviluppa intorno a due grandi corti, ognuna delle quali pare godere di autonomia compositiva e distributiva. Nel secolo XIV il castello diviene possesso della famiglia Secco, feudataria della Calciana Inferiore e di Caravaggio; nel secolo XVI, in seguito ad una serie di matrimoni, metà di esso diviene di proprietà della famiglia Secco Suardo, che ancor oggi abita e ha in gestione gran parte della struttura.

Prima di passare alla descrizione del castello è però utile chiudere la breve digressione storica su Lurano: nel 1482 Lurano, dopo aver eseguito le vicende che hanno caratterizzato la pianura bergamasca nei secoli XIV e XV, vedendo contrapposti i guelfi e i ghibellini prima, e i Visconti e la Repubblica di Venezia poi, entra a far parte definitivamente della Repubblica di Venezia. Da questo momento Lurano si viene a trovare in una posizione particolarmente strategica nel territorio, infatti il paese è lambito dal Fosso Bergamasco, antico confine fra lo stato milanese e la Serenissima: Lurano è a pochi chilometri da Brignano e da Castel Rozzone, entrambi in Ducato di Milano, perciò il paese diviene terra di confine, dove vengono alimentate storie e leggende di scorribande nemiche, di briganti e rifugiati illustri, ma anche dove, aldilà del folclore, diventa sicuramente indispensabile avere un avamposto difensivo.

La storia di Lurano dal secolo XV in poi si inserisce nelle vicende della Repubblica di Venezia, sotto il cui dominio permarrà fino all’avvento della dominazione Napoleonica. Nella storia del paese è da segnalare il passaggio da una conduzione agraria di tipo latifondista ad una parcellizzazione dei terreni, avvenuta agli inizi del secolo XX, quando la famiglia Secco Suardo creò una cooperativa che venne data in possesso e gestione degli affittuari ed ai contadini; con lo sviluppo industriale anche Lurano ha assistito ad un relativo abbandono dell’attività agricola, per cui oggi il centro è caratterizzato non solo da un’economia rurale ma anche dalla presenza di insediamenti produttivi e di quartieri prevalentemente residenziali.