Cologno al Serio

Cologno Al Serio

La caratteristica principale di Cologno, che si trova poco più a sud della Strada Francesca, in prossimità del fiume Serio, è la permanenza del fossato difensivo che circonda interamente il suo centro storico, lungo il fossato sono ancora ubicate le quattro porte di accesso al borgo antico, che ancora oggi costituiscono l’unico ingresso al centro della città. All’interno del centro storico spiccano la rocca, la chiesa parrocchiale e il medioevale campanile, che si erge isolato nella piazza principale del paese. Dalle quattro porte si snodano viuzze strette che conservano ancora il fascino e la suggestione antiche e che immettono in ampi cortili rustici o in palazzi aulici, come il palazzo Calepio oppure la Casa di Riposo Vaglietti. Ma Cologno offre, al di là del centro storico, anche interessanti esperienze di visita nei dintorni: immediatamente fuori dall’abitato si trovano le chiese dell’Annunciata e della Trinità, mentre nella campagna spiccano le frazioni Castel Liteggio, che conserva i resti di un castello medioevale; Muratella, dove è visibile la chiesa dell’Immacolata ; Fornasette, in parte inserita nel ‘Parco del Serio’ e dove è presente la chiesa di Sant’Anna. Intorno alle frazioni numerose le cappelle campestri e le grandi cascine: di particolare fascino sono la cappella dei Morti dell’Arca, la cappella di San Pancrazio, presso la cascina Telamonte, la cappella Campino, immersa tra il verde dei boschi in una zona ricca d’acqua, la cascina Casale, con l’annessa chiesa di Sant’Antonio, e la cascina Palazzo.

La storia del’insediamento a Cologno è molto antica: in località Palazzo sono stati rinvenuti resti risalenti alla tarda età del Bronzo (XIII secolo a.C.), che indicherebbero la presenza dell’uomo in sito già in epoca preistorica; diversi i rinvenimenti di epoca celtica, anche se i più cospicui ritrovamenti risalgono all’epoca romana, quando sicuramente i territori circostanti Cologno erano densamente abitati. In particolare in località Morti dell’Arca, a confine con il comune di Spirano, sono stati ritrovati i resti di una villa tardo romana, nucleo originario di un agglomerato sviluppatosi nel periodo altomedioevale.

I numerosi ritrovamenti archeologici, la permanenza del tracciato della centuriazione e il toponimo, derivante da Colonius (termine latino che significa ‘coltivatore’), confermano la presenza in epoca romana di diverse agglomerati di tipo semi-urbano: nell’Alto Medioevo, in conseguenza della caduta dell’Impero e a causa delle incursioni barbariche, gli abitanti sparsi nel territorio si sarebbero uniti e avrebbero realizzato un castrum, ovvero un recinto fortificato, entro cui riparare in caso di pericolo; questo castrum, che sorgeva nel nucleo centrale del paese, tra le attuali Piazza Vittorio Emanuele II, Piazza Cavour e Via Mons.Drago, può essere considerato il nucleo originario di Cologno. Il nome Cologno compare nei documenti a partire dal secolo IX; nel secolo X, quando Cologno è posto sotto la giurisdizione del Vescovo di Cremona, abbiamo testimonianza della presenza di un feudatario, Ulrico di Cologno, che realizza un castello, ubicato nell’attuale Piazza Cavour, in prossimità del Campanile, che all’epoca era parte integrante del ‘castrum Ulrici’ (cioè del castello di Ulrico).

Conteso tra il Vescovo di Cremona e quello di Bergamo, Cologno viene distrutto da Federico Barbarossa nel 1167, e successivamente viene ripetutamente conquistato dai Milanesi. Nel secolo XIII, Cologno è sottomesso al Comune di Bergamo, che impone la realizzazione del fossato difensivo che tutt’ora circonda il centro storico (realizzazione risalente al 1293); in concomitanza con lo scavo del fossato viene costruita, lungo il suo perimetro, la rocca, il cui utilizzo porta all’abbandono del castrum Ulrici, nel frattempo divenuto possesso del Comune di Cologno. Le lotte fra Guelfi e Ghibellini interessano anche Cologno, che nel secolo XIV viene considerata roccaforte dei Guelfi: da Cologno partono rappresaglie in tutto il territorio e contro Cologno muove battaglia Barnabò Visconti, acerrimo nemico dei Guelfi.

Dopo essere stato sottoposto al dominio Visconteo, Cologno passa definitivamente alla Repubblica di Venezia nel 1428: i Veneziani promuovono la costruzione di un nuovo sistema difensivo e così, tra il 1434 e il 1438, vengono realizzate le mura in mattoni che, fino al secolo scorso, circondavano il centro storico di Cologno. Tra il 1455 e il 1475, Cologno viene ceduta in feudo a Bartolomeo Colleoni, che provvede ad ulteriori lavori di rafforzamento delle difese: Cologno si trovava in prossimità del Fosso Bergamasco, confine tra la Repubblica di Venezia ed il Ducato di Milano, costituendo così un punto strategico di primaria importanza per la sicurezza dei territori della Serenissima.

Nel corso del secolo XVI, Cologno, roccaforte di Venezia in pianura bergamasca, si trova implicata nelle guerre di predominio sulla Lombardia, che portano ad un breve periodo di dominio francese (nel 1509 Luigi XII concede Cologno al generale Carlo D’Amboise) e alla presenza di diversi eserciti di passaggio, tra cui i famigerati lanzichenecchi di Carlo V, di stanza a Cologno nel 1522 e nel 1523. Dopo alterne vicende nel 1559, con la Pace di Cateau-Cambresis, l’Italia viene sottoposta al dominio spagnolo, eccetto la Repubblica di Venezia e quindi Cologno gode di un discreto benessere e viene descritta come ‘ben munita’ (cioè ben difesa) e ricca di fertili campi; nel secolo XIX vengono avviate diverse attività manifatturiere e opere di cooperazione sociale; sempre nello stesso secolo viene assegnato al Comune il nome attuale di Cologno al Serio.