Canonica D’Adda

Canonica D’Adda

sorge lungo la riva sinistra del fiume Adda, tra i comuni Pontirolo Nuovo e Fara Gera d’Adda: l’abitato è attraversato dalla Strada Statale n.525, che permette il collegamento con Vaprio d’Adda e con l’Autostrada A4 Milano-Venezia. Lungo la Strada Statale sono visibili la chiesa parrocchiale e la denominata ‘Villa Pagnoni‘, circondata da un ampio giardino che con il fiume attiguo crea un interessante con ottico nel paesaggio.

Il paesaggio di Canonica, è caratterizzato dalla presenza dell’acqua, non solo l’acqua del fiume Adda che lambisce il suo centro storico, dove si possono visitare interessanti cortili storici, ma anche l’acqua delle numerose rogge che attraversano il suo territorio, dove ampie distese di campi coltivati si affiancano ai nuovi insediamenti produttivi. Tra l’acqua del fiume, i campi e gli insediamenti industriali si trova la chiesa di Sant’Anna, ubicata in prossimità delle omonime dighe, piacevole lungo di sosta e ricreazione immerso nel verde del Parco Regionale dell’Adda Nord.

Canonica era chiamata, fino alla fine  del secolo XVI, ‘Pontirolo Vecchio’: l’aggettivo ‘vecchio’ distingueva l’abitato dell’odierna Canonica da quello di Pontirolo Nuovo, ubicato poco più a est. Il nome Pontirolo, sia nel caso di Pontirolo Nuovo che di Pontirolo Vecchio, deriva dalla presenza del ponte romano Aureolo (Pons Aureoli, da cui Pontirolo), realizzato nel 268 d.C. all’imperatore Claudio II e da lui dedicato al valoroso nemico sconfitto in battaglia, Marco Acilio Aureolo. La presenza di un abitato in epoca romana è testimoniata, oltre che dal toponimo, anche da alcuni ritrovamenti archeologici, tra cui un’ epigrafe funeraria databile al II secolo d.C. ed attualmente conservata presso il Civico Museo Archeologico. Pontirolo Vecchio sorgeva lungo la via militaris che collegava Milano con Brescia e quindi Aquileia: la favorevole posizione ha contribuito nel corso dei secoli allo sviluppo del paese, soprattutto per quanto attiene gli scambi commerciali; Pontirolo Vecchio viene citata nel IV secolo come stazione di posta e probabilmente già nel VIII\IX secolo era sede di Pieve, cui facevano capo 36 paesi.

La Pieve di Pontirolo Vecchio acquista sempre maggior importanza: nel XII secolo vi fanno parte venti canonici retti da un Preposito, che aveva potere religioso sia civile, potendo amministrare la giustizia e richiedere il pagamento di una decima, che andava a sommarsi alle già cospicue rendite provenienti che il Capitolo della Pieve aveva in Pontirolo e nei Comuni vicini. La prosperità di Pontirolo Vecchio viene minata dalla distruzione del ponte e dell’abitato operata da Federico Barbarossa nel 1160, a seguito della quale alcuni abitanti si spostano nella contigua Pontirolo Nuovo.

Nei secoli successivi, Pontirolo Vecchio segue le sorti del Ducato di Milano: dopo essere stato feudo della famiglia Torriani, passa definitivamente ai Visconti nel secolo XV, entrando così a far parte del Ducato. La posizione di confine tra la Repubblica di Venezia e il Ducato di Milano rende Pontirolo Vecchio particolarmente soggetto a scorribande e ruberie: nonostante i pericoli, Pontirolo Vecchio continua a prosperare nel commercio, favorito dalla presenza di un traghetto-ponte sul fiume Adda. Nel 1525, Pontirolo Vecchio entra a far parte del Marchesato di Caravaggio e poi anni dopo, nel 1577, Carlo Borromeo scioglie la Pieve, a causa sia dell’eccessivo potere e malcostume dei Canonici presenti, sia della pericolosità del luogo, vicino al confine di Stato e quindi spesso frequentato da banditi e fuoriusciti dalla vicina Repubblica di Venezia.

Nel 1570, Pontirolo Nuovo diventa comune autonomo e in quest’occasione Pontirolo Vecchio comincia ad essere chiamato ‘Canonica’,ovvero ‘luogo dei canonici’; il nome Canonica d’Adda viene assegnato al Comune ufficialmente nel 1861. A Canonica vengono attivate nel corso dei secoli importanti opere idrauliche, tra cui si citano la derivazione della roggia Vailata dal fiume Adda e la derivazione della roggia Melzi dal fiume Brembo, entrambe risalenti alla seconda metà del secolo XV. Nel 1816, il ponte-traghetto sull’Adda viene sostituito da un ponte in legno, realizzato su iniziativa del conte Cesare di Castelbarco; il ponte in legno viene sostituito nel 1888 con una struttura metallica, che verrà poi ulteriormente trasformata con opere in cemento armato nel 1957.