Calvenzano

Calvenzano

Il Comune di Calvenzano, che sorge lungo la Strada Provinciale che collega Treviglio a Crema, presenta un’interessante particolarità: il suo territorio è di forma rettangolare. La conformazione quadrangolare si rinviene anche nel centro storico, formato da isolati che incontrano ad angolo retto, con il medesimo orientamento della centuriazione nel territorio. Gli isolati del centro storico racchiudono al loro interno grandi e piccole corti rustiche, che in alcuni casi conservano l’originaria struttura e funzione. Accanto alle corti rustiche sorgono alcuni palazzi signorili, tra cui le denominate ex-villa Torri ed ex-villa Torri Morpurgo, che comunque costituiscono una singolarità nell’omogeneo tessuto edificato. Altri edifici di particolare rilievo sono la chiesa parrocchiale e il mulino, dal quale si espande un caratteristico profumo di grano tostato che in alcuni periodi dell’anno pervade le vie di Calvenzano. Nella campagna circostante, in gran parte ancora coltivata, sono ubicati l’oratorio della Beata Vergine Assunta, denominato anche ‘Oratorio dei Frati’, e l’oratorio dei Morti.

Il territorio di Calvenzano conserva ben leggibili i segni dell’insediamento romano in zona, ma reperti archeologici ora conservati presso le Civiche Raccolte Archeologiche di Milano testimoniano insediamenti precedenti, ascrivibili al periodo golasecchiano (V secolo a.C) ed il periodo tardoceltico (I secolo a.C), permettendoci di supporre l’esistenza di nuclei abitati anche in epoca preromana.

Nell’epoca romana, Calvenzano conserva le tracce della centuriazione, il toponimo, che deriva dal gentilizio romano Calventius, e dal cui i reperti archeologici tra cui la lapide funeraria intitolata a Cneo Publicio ‘suonatore di Tibia’, donata al Museo di Milano della signora Gatti Torri, nel 1788. In epoca Romana, Calvenzano doveva essere un centro piuttosto importante, trovandosi lungo il Cardo Pontirolo-Treviglio-Trescore Cremasco, ovvero lungo uno degli assi di attraversamento del territorio; probabilmente in epoca altomedioevale gli abitanti delle ville romane per difendersi dalle incursioni nemiche rafforzarono le loro abitazioni, realizzando le corti rurali fortificate, chiuse su se stesse che ancora oggi caratterizzano il centro storico. A miglior difesa dell’abitato venne realizzato anche un recinto fortificato, che sorgeva nell’attuale piazza Vittorio Emanuele II: la struttura difensiva non esisteva più, in quanto è tale già nel secolo XV e nel secolo dell’Ottocento gli ultimi ruderi del ‘castello’ vennero abbattuti definitivamente, come leggiamo dalla lapide conservata presso il Mulino Manzoni.

Calvenzano appare citato per la prima volta in documenti del secolo X, epoca in cui era sottoposto al dominio della contea di Bergamo, cui subentrò successivamente il dominio del vescovo di Cremona. Nel 1186, Calvenzano viene ceduto da Federico Barbarossa ai Visconti di Milano e da questa epoca in avanti il Comune segue le sorti della Gera d’Adda: dopo essere stato alternativamente sotto il dominio milanese e quello veneziano, passa sotto la giurisdizione del Ducato di Milano nella seconda metà del secolo XV.

Nel 1525 Calvenzano rientra nei Comuni sottoposti al feudo del Marchese di Caravaggio Gian Paolo Sforza. Nei secoli XVIII e XIX, il territorio di Calvenzano viene descritto come particolarmente produttivi, inoltre, a maggior beneficio dell’economia locale, verso la fine del secolo XIX vengono attivate due filande di seta. Sempre nello stesso secolo, Calvenzano si distingue per le opere sociali in esso presenti: un asilo infantile, una scuola elementare, un monte frumentario, diverse opere pie e congregazioni di carità e, fondato nel 1823, un Corpo Musicale (tutt’ora attivo); soprattutto sono presenti alcune istituzioni a carattere cooperativo, che pongono Calvenzano all’avanguardia nel sistema socio-economica dell’epoca: nel 1886 viene fondata la Società del Mutuo Imprestito, nel 1887 viene istituita la Cooperativa Agricola, e nel 1922 nasce la Latteria sociale.