Brignano Gera D’Adda

Brignano Gera D’Adda

A Brignano è ubicato ‘Palazzo Visconti’, grandioso complesso architettonico che già nel XVII secolo veniva definito ‘una delle più belle dimore di Lombardia’. Ma a Brignano non vi è solo il ‘Palazzo’, il suo centro storico è infatti caratterizzato dalla presenza di diversi edifici che narrano la storia ricca e plurisecolare del Comune: chiese grandi e piccole, come la chiesa di San Rocco, la chiesa di Sant’Andrea, la chiesa di Sant’Agnese, si affiancano alla chiesa parrocchiale in un continuo susseguirsi di testimonianze d’arte; corti rustiche e corti nobili disegnano la morfologia dell’abitato, che in parte è ancora oggi racchiuso entro il fossato di circonvallazione che fino al secolo scorso cingeva l’itero centro storico. Il centro di Brignano è circondato dalle campagne che parimenti offre interessanti visioni paesaggistiche: non solo cascine e campi aperti, ma anche piccoli gioielli come la chiesa della Madonna dei Campi o il campaniletto che emerge dalla cascina San Pietro, a raccontare di un uso passato che resiste nella memoria e vuole raccontarsi.

Nel territorio di Brignano sono stati rinvenuti diversi reperti archeologici risalenti all’epoca romana, tra i quali alcuni sepolcreti e la coppia di bassorilievi in pietra raffiguranti il culto di Attis, conservati attualmente presso il Museo Archeologico di Bergamo. Le ricche testimonianze archeologiche, unite alla permanenza della traccia della centuriazione romana e al toponimo, probabilmente dal gentilizio romano ‘Brinnius’, permettono di ipotizzare che a Brignano fosse presente un primo nucleo insediativo già nel I\II secolo d.C. Il nome ‘Briniano’ appare citato in documenti del VIII e IX secolo, mentre l’appellativo castrum, testimonianza della presenza nel territorio di un recinto fortificato, compare per la prima volta in un documento del XI secolo: nel medesimo documento si fa riferimento anche ad una cappella, identificata con l’attuale chiesa di Sant’Andrea, già edificata dunque intorno all’anno Mille.

Nel 1186 il ‘castello’ di Brignano, viene ceduto da Federico Barbarossa ai Visconti, i quali dopo vicende alterne, detengono il possesso definitivo di Brignano a partire dal 1310, anno in cui viene anche stipulato l’accordo con i Comuni vicini per lo sfruttamento della roggia Brambilla, che ancora oggi lambisce il centro storico del Comune. Il primitivo castrum di Brignano, che alcuni storici ubicano nel quartiere Borgoratto, ai margini del centro storico, potrebbe essere stato demolito in un periodo compreso tra il secolo XI ed il secolo XIV quando Brignano venne ceduta ai Visconti che provvidero all’edificazione di un nuovo nucleo difensivo.

Nel secolo XV, Brignano entra a far parte dei domini del Ducato di Milano: essendo ubicato in prossimità del Fosso Bergamasco, confine tra il Ducato e la Repubblica di Venezia, il borgo si trova ad assumere una posizione strategica fondamentale, così che il castello-recinto viene ampliato e rafforzato. Sempre durante lo stesso secolo, anche Brignano, come le altre terre della Gera d’Adda, entra a far parte per un breve periodo della Repubblica di Venezia che, come a Treviglio e a Caravaggio, provvede ad un ulteriore rafforzamento e ampliamento delle mura difensive.

Nel secolo XVI, i Visconti, ormai stabili signori di Brignano, provvedono a trasformare l’edificio in residenza; il ‘castello’ viene quindi ampliato e decorato: è l’inizio delle opere di trasformazione che porteranno al complesso visconteo di Brignano a divenire, nel secolo XVIII, una delle più belle dimore di Lombardia. Nel corso del secolo XVIII, cessata definitivamente la funzione difensiva delle mura che cingevano Brignano, si provvede alla loro demolizione o trasformazione: parti di esse sono state inglobate in edifici privati lungo la strada di circonvallazione, altre sono state utilizzate quale muro di confine di Palazzo Visconti. La signoria dei Visconti su Brignano cessa definitivamente alla fine del secolo XIX, con la scomparsa dell’ultima discendente; a quell’epoca Brignano veniva descritto come un ‘grosso e nobile villaggio ricco per gli abbondanti prodotti della campagna, ma anche per il commercio delle sete, essendoci molte filande, ed un ampio filatoio’.