Bariano

Bariano

si trova lungo la strada che collega Bergamo con Crema: anticamente è la terra di confine, essendo ubicato in prossimità del Fosso Bergamasco, linea di demarcazione fra lo Stato di Milano e la Repubblica di Venezia, di cui Bariano faceva parte. In ragione di questa posizione strategica Bariano era munito di mura e di fossato difensivo: oggi il paese non presenta più traccia di opere difensive, ma mostra evidenti i caratteri di borgo rurale, offrendo al visitatore interessanti esempi di architettura contadina che, partendo dal centro storico, si snodavano via via nelle campagne fino a giungere alle sponde del fiume Serio, da cui Bariano è lambita.

Il suo centro storico è caratterizzato dalla presenza di grandi caseggiati, che in alcuni casi rivelano un passato aulico, come il denominato ‘Palazzo’, probabilmente antica sede del fortilizio di Bariano, o come nel caso di ‘palazzo Grataroli’, di cui permangono ancora evidenti tracce; o ancora come nel caso dell’ edificio denominato ‘La Misericordia’, oggi sede municipale. Non mancano architetture anche nell’ambito religioso: molto conosciuto è l’ex convento dei Neveri, ma meritano una menzione ed una visita anche la chiesa parrocchiale e la chiesa dell’Annunciata, ubicata accanto al cimitero.

Il nome Bariano viene fatto derivare dal romano Barius e quindi Barianus, indicando così nell’etimologia un’origine romana. L’origine romana di Bariano è confermata anche dai rinvenimenti archeologici e dalla permanenza della traccia della centuriazione nel suo territorio: in particolare la zona intorno all’ex convento dei Neveri si è rivelata ricchissima fonte di reperti, costituiti non solo da sporadici oggetti, ma anche da vere e proprie strutture murarie, con il tempo inglobate nel complesso monastico. I rinvenimenti archeologici, ascrivibili perlopiù ad un periodo che va dal I al III secolo d.C., indicherebbe la presenza nell’area dell’ex convento del vicus Averga, antico insediamento dove, nell’Alto Medioevo, si sviluppò la Pieve di S. Maria Averga. Il vicus Averga, citato per la prima volta in documenti del secolo IX, era un villaggio (vicus in latino significa villaggio) sorto probabilmente in ragione della presenza del guado di Neveri, punto di attraversamento sul fiume Serio, utilizzato in epoca romana come collegamento tra Milano e Brescia e quindi Aquileia, cioè tra la zona occidentale e quella orientale dell’ Impero. In ragione della posizione strategica lungo la via Imperiale, il vicus Averga ebbe un notevole sviluppo, che si arrestò con la caduta dell’Impero Romano ed in seguito a causa delle abbondanti esondazioni che interessarono il fiume Serio intorno all’anno Mille: questi due eventi concatenati, determinarono l’abbandono dell’utilizzo del guado di Neveri e quindi l’abbandono ed il definitivo declino del vicus Averga.

Il declino di Averga coincise con lo sviluppo, poco più a sud, del borgo di Bariano, che troviamo già citato in documenti del secolo IX. A partire del secolo X Bariano diventa feudo, prima di Rogiero I e di Rogiero II da Bariano, quindi del vescovo di Cremona, che lo deterrà in proprio potere alternativamente al vescovo di Bergamo fino al secolo XIV. In questi secoli Bariano è dotato di una fortificazione, che viene denominat ‘castrum’, come viene testimoniato da alcuni atti stesi nel secolo XI. Il castrum consisteva in un fortilizio, fatto erigere dai ‘da Bariano’ che si prolungava in un recinto circondato da un fossato: non è possibile sapere quale fosse l’estensione del recinto fortificato, ma un’analisi dell’ impianto urbanistico e della collocazione degli edifici più rappresentativi di Bariano parrebbe indicare il perimetro della fortificazione coincidente con il perimetro dell’attuale centro storico, dove permane una forma quadrangolare degli isolati e dove permane la presenza di un’asse centrale di attraversamento con andamento nord-sud, corrispondente al cardo maximo dei castra romani.

Nel secolo XIV, Bariano viene occupata dai Visconti, signori di Milano, che cedono il borgo in feudo alla famiglia bergamasca Suardi; nel frattempo viene conclusa la realizzazione del Fosso Bergamasco ed hanno inizio le lotte di contesa per il predominio sul territorio fra i Visconti e la Repubblica di Venezia. Nel 1428, con la pace di Ferrara, Bariano viene assegnata alla Repubblica di Venezia, che manterrà qui come feudataria la famiglia Suardi fino al 1431, anno in cui, a seguito del tradimento di Gentilino Suardi, la Repubblica ordina che il castello di Bariano venga spianato.

Nella prima metà del secolo XV viene cosi distrutto il castello di Bariano, dove per ‘castello’ si intende il fortilizio dove risiedeva la famiglia feudataria, giacché nei decenni successivi permangono testimonianze di presenza del fossato bergamasco, che comunque che scompare pressoché definitivamente nella seconda metà del secolo XVI. Tra il 1428 e il 1454, Bariano è alternativamente sotto il dominio di Milano oppure di Venezia: con la pace di Lodi il borgo viene definitivamente inserito nella Repubblica di Venezia, che lo assegna in feudo alla famiglia Rivola, seguendone le sorti fino al XIX secolo, quando ai veneziani subentreranno i francesi di Napoleone prima e gli austriaci poi.

 Il territorio di Bariano è inserito nel Parco Regionale del Serio.