Arzago D’Adda

Arzago D’Adda

si sviluppa lungo la Strada Statale n.472 che collega Treviglio con Lodi; ai lati della strada sono visibili alcuni dei principali edifici di Arzago: la chiesa parrocchiale e, un poco discoste, le vestigia del Palazzo De’ Capitani, comunemente chiamato ‘castello’. Intorno alla chiesa e al ‘castello’ sono ancora visibili corti rustiche e ampi spazi aperti coltivati a orto e giardino.

Arzago si trova in prossimità del fiume Adda dalle cui acque era lambito: oggi la traccia dell’antico corso è la “costa” cioè il terrazzamento originato dall’antico alveo del fiume. Lungo la costa, al confine con Casirate D’Adda, la campagna circostante, in gran parte ancora coltivata, mostra interessanti esempi di complessi rurali, tra cui le grandi strutture Cascina Ravajola e Cascina Ravaglia, ubicate lungo la strada che collega Arzago a Calvenzano. Nella campagna circostante si incontrano anche i preziosi ambiti naturalistici, che permangono intorno ai fontanili e alle sorgenti del fiume Tormo, che origina in territorio di Arzago e prosegue il suo corso fino ad Abbadia Cerreto, dove si getta nel fiume Adda

Nel territorio di Arzago sono stati rinvenuti reperti databili al periodo preromano, testimonianza di un insediamento celtico in zona. I reperti più consistenti risalgono all’epoca romana, quando ad Arzago era presente una cospicua villa i cui resti sono stati rinvenuti nel 1985: la presenza della villa, i resti della colonna romana ancora presenti davanti al ‘castello’ e il toponimo, derivato dal patronimico Arezzio, indicano con certezza la presenza di un insediamento nei primi secoli dopo Cristo (la villa è stata realizzata in fase successive, tra il I e il V secolo d.C). La pieve di Arzago viene citata nel testamento di Taido, risalente al VIII secolo; nel secolo X, dopo essere stata possesso dei vescovi – conti di Bergamo, passa sotto la giurisdizione del vescovo di Cremona. Successivamente Arzago viene occupata da Gariardo, nipote di Alberto D’ Intimiano, arcivescovo di Milano, da cui discende la stirpe dei Capitani d’Arzago, famiglia che tutt’ora ha vasti possedimenti in territorio arzaghese.

Nel 1186 Arzago è inclusa tra le terre che Federico Barbarossa cede ai milanesi: da questo momento Arzago segue le sorti della Gera d’Adda, passando sotto il dominio Visconteo prima, quello veneziano poi e quindi, nella seconda metà del XV secolo, entra definitivamente in Ducato di Milano. Lontana dai confini di stato, Arzago non ha mai rafforzato le proprie difese, che pure esistevano nell’Alto Medioevo: sui ruderi della fortezza medioevale venne realizzato il palazzo dei De’ Capitani d’Arzago e tracce di casa-torre, con semplice funzione di avvistamento, permangono lungo la via Tenente Adami. Nel 1525 Arzago entra a far parte del Marchesato di Caravaggio.

Nei secoli successivi il Comune è ricordato nelle cronache per l’ abbondante presenza di acqua nei suoi territori e per le opere di bonifica che vi vengono effettuate al fine di rendere salubri le campagne, invase alle febbri malariche. I compilatori ottocenteschi di storia e geografia locale lamentano il fatto che gli abitanti di Arzago non abbiano alcun lascito e non godano del diritto di essere curati nel vicino ospedale di Treviglio, ciò a dispetto di un testamento che ancora oggi viene ricordato attraverso una tradizione sacra: nel 1677 Giovanni Battista Cattaneo De’ Capitani d’Arzago, generale del sovrano di Spagna, dona alcune delle sue terre ad Arzago all’Ospedale di Santa Maria di Treviglio; da parte su l’Ospedale si impegna a distribuire, nel giorno di San Lorenzo, una scodella di pane e minestra di ceci ad ogni abitante di Arzago e ad ogni viandante di passaggio. La tradizione si è perpetuata fino alla seconda metà del XX secolo; dopo un breve periodo di interruzione, oggi la distribuzione di pane e minestra di ceci è stata ripresa e viene effettuata il giorno di San Lorenzo, a cura dell’ Amministrazione Comunale di Arzago.