Parco del Roccolo

Parco del Roccolo

Treviglio è considerato un comune a vocazione commerciale ed industriale: il suo territorio è densamente edificato e attraversato da importanti reti infrastrutturali; il paesaggio delle periferie è caratterizzato dalla presenza di capannoni e complessi produttivi, ormai sempre più raramente affiancati da suoli agricoli. Nonostante la forte artificializzazione dello spazio permangono anche a Treviglio lembi di naturalità, concentrati lungo la scarpata della “costa”, terrazzamento originato dall’antico alveo dell’Adda che disegna il profilo della campagna trevigliese in direzione ovest, e lungo le ripe delle rogge che attraversano il suo territorio, solcandolo da nord a sud e da ovest a est. In particolare si trovano ancora lembi di bosco residuo in località Castel Cerreto, dove scorrono le rogge Moschetta e Vignola, e nel “Parco del Roccolo”, un’area posta a sud/ovest, ubicata il rettifilo della via V° Alpini, il cui prolungamento conduce al fiume Adda e che ancora oggi segue l’orientamento della centuriazione romana.

Il Parco del Roccolo è caratterizzato dalla presenza della “costa”, che ne definisce il margine lungo il lato est, e da una vasta area naturalistica, in cui vi è un fontanile circondato da una ricca vegetazione. Nel punto più alto della “costa” si trova il nucleo più antico del Parco, costituito dalla chiesetta oggi dedicata alla Madonna degli Alpini ma originariamente intitolata al Santo Crocefisso. La dedicazione è legata ad un fatto ritenuto “miracoloso”: i fratelli Pescali, proprietari del terreno all’inizio del XX secolo, vi rinvennero una radice a forma di croce; ritenendo l’episodio un segno divino decisero di erigere una piccolo cappella; negli anni Trenta il terreno dove sorgeva la chiesina passò in proprietà alla Parrocchia di San Martino di Treviglio, che provvide successivamente all’ampliamento della cappella e alla dotazione di una via Crucis esterna, lungo la quale vennero anche collocate alcune panche in pietra. A partire dagli anni Cinquanta l’area venne gestita dal gruppo Scouts prima e dal gruppo Alpini poi, che attuò alcune opere di ripristino e consolidamento degli spazi, andando anche ad ampliare l’area di pertinenza del Parco.

Oggi il Parco del Roccolo è suddiviso in tre ambienti principali: la zona della chiesetta, collocata in cima all’orlo della “costa” e circondata da panchine in pietra; l’area ricreativa, dotata di spazi coperti, servizi igienici e di panche e tavoli da pic-nic all’aperto; l’area naturalistica, dove è presente un percorso che si snoda intorno ad un fontanile ed attraversa alcune aree di bosco ed alcune aree tematiche, dotate di cartellonistica esplicativa. Le zone di maggior pregio ambientale e naturalistico sono concentrate intorno al fontanile, dove si sviluppa un bosco ricreato a partire dagli anni Ottanta, che comprende esemplari di frassino, farnia, carpino, acero campestre, ontano, tiglio,platano,pioppo nero, pioppo bianco, affiancato da un ricco corredo arbustivo, costituito da noccioli, viburni, sanguinelli, frangole, ligustri, fusaggini, sambuchi, rose selvatiche, prugnoli, biancospini. La ricca vegetazione attira un numero considerevole di animali, tra i quali sono presenti diversi mammiferi, come il riccio, la donnola, il topo selvatico; uccelli (si citano la ballerina bianca, l’allodola, lo storno, la cornacchia, la nitticora, la galllinella d’acqua e la civetta); rettili ed un cospicuo numero di anfibi che popolano il fontanile.

Attualmente il Parco del Roccolo è in fase di ulteriore espansione: sono state acquisite nuove aree nelle quali sono presenti alcune zone tematiche, come quella dedicata alle farfalle o ai campi didattici. Il Parco è proprietà privata gestita da gruppi di volontari: il Gruppo Alpini si occupa dell’organizzazione dell’area ricreativa, mentre l’associazione di volontariato “Amici del Parco del Roccolo” si occupa dell’ampliamento e della manutenzione dell’oasi naturalistica; gli “Amici del Parco del Roccolo” inoltre organizzano periodici corsi rivolti alla conoscenza dell’ambiente e della natura, tra i quali corsi di micologia, di erboristeria o di osservazione ornitologica.