La “costa” e la foresta di pianura

La “costa” e la foresta di pianura

Il centro storico di Casirate è stato edificato sulla “costa”, cioè sul terrazzamento originato dall’antico alveo del fiume Adda; nel punto più alto del centro storico si trovano le vestigia della rocca di Casirate, che venne realizzata in una posizione particolarmente strategica, sfruttando l’orografia del luogo che permetteva un adeguato controllo sul territorio.

Dal centro storico, in direzione di Arzago d’Adda, si diparte un lembo di “costa”, che con la sua particolare altimetria contribuisce a variare il paesaggio di questa porzione di “bassa” (geograficamente ed orograficamente) pianura bergamasca. Percorrendo la cresta della “costa” è possibile giungere ad Arzago d’Adda, e da qui proseguire alla ricerca delle sorgenti del fiume Tormo, in direzione Agnadello, oppure percorrere le strade campestri che conducono  fino a Calvenzano. La “costa” è segnale dell’antica presenza delle acque dell’Adda nella zona ovest del territorio di Casirate: qui il territorio ha una particolare morfologia curvilinea, che ricalca l’andamento dei paleoalvei del fiume, lungo i quali si aprivano una serie di canali e rigagnoli sfruttati successivamente dall’uomo per la realizzazione dei fossi irrigui e delle rogge, tra le quali si citano la roggia Cremasca e la roggia Pandina, che solcano questa parte di Casirate con andamento irregolare nord/sud. Ancora oggi osservando dall’alto il territorio di Casirate risulta evidente la differente organizzazione delle aree ad est della “costa”, dove è ben visibile la traccia ortogonale della centuriazione romana, dalle aree poste in prossimità dell’Adda, dove la maggiore sinuosità del terreno è indice della presenza, in passato, di zone di alveo affiancate da ampie zone di bosco, mantenute dai romani come riserva di caccia e di legna e perciò non suddivise secondo il regolare schema centuriato. Nella seconda metà del secolo XIX le aree di Casirate poste in prossimità dell’Adda e delle rogge principali erano ancora ricche di zone a bosco, residui delle antiche foreste planiziali di pianura: qui si trovano il “Bosco Rovida”, il “Bosco Grosso”, e diverse località avevano toponimi in cui compariva il termine “bosco” (esempio la cascina “Bosco Intra”).

Nel corso del XX secolo è stato avviato un processo di disboscamento e sfruttamento intensivo delle aree agricole che ha portato alla perdita della maggior parte del corredo arboreo di questa parte di pianura, anche se fortunatamente sussistono ancora interessanti fasce di vegetazione lungo le rogge principali. Attualmente il Comune di Casirate, che è inserito nel Parco regionale Adda Nord e nel PLIS della Geradadda, ha avviato un’operazione di “rimboschimento” attraverso una prima realizzazione di “foresta di pianura”. La “foresta” di Casirate è ubicata in un terreno agricolo nei pressi della cascina Ronchi, cui si arriva da una piacevole strada campestre posta tra la via per Cascina San Pietro e la strada che collega Casirate con Rivolta.

La “foresta”, che è stata insediata in un terreno di proprietà comunale derivato dal lascito Menclozzi, si trova in un ambito paesaggistico con forti potenzialità, infatti confina con il denominato “Bosco Tondo”, proprietà dell’ENI ma affidato con un contratto di comodato al Comune di Casirate, ed è lambita dalla roggia Cremasca, da cui proviene l’acqua per l’irrigazione della “foresta”. Nell’area della “foresta” si sono formate alcune zone umide con esemplari botanici di pregio e diverse specie faunistiche, tra le quali volpi, tassi, anatre selvatiche ed aironi cinerini. Il progetto della “foresta di pianura” di Casirate è stato realizzato in collaborazione con l’ERSAF (Ente Regionale per la Salvaguardia dell’Agricoltura e delle Foreste) e grazie al contributo della Fondazione Cassa Rurale.