Museo e Villaggio africano di Urgnano

Museo e Villaggio africano di Urgnano

Il Museo e il Villaggio Africano, fondati ed inaugurati nel 1894 dai Missionari Passionisti, congregazione religiosa fondata da S.Paolo della Croce nel 1743, si sono traferiti dalla originaria sede di Calcinate, alla frazione Basella del comune di Urgnano. Il Museo vuol fare conoscere tradizioni, abitudini e principi di popoli diversi, far luce sulle trasformazioni sociali, artistiche e spirituali, in ato nell’Africa sub-sahariana. Il museo si dispone su tre piani: la mostra permanente, la sala congressi e i laboratori didattici multimediali. 

Le infrastrutture per disabili, le guide informative, le traduzioni in varie lingue, i sistemi multimediali di animazione, la creazione di un vero villaggio africano nel parco circostante, sono esempi di come il Museo si sia trasformato in un’istituzione aperta e flessibile.

L’allestimento presenta, nel piano interrato due aree distinte, ma tra loro collegate, per mostre temporanee e per esposizioni permanenti.

La tecnologia multimediale permette di condurre, in modo completamente automatico mediante video e audio provenienti da diverse posizioni, i gruppi di visitatori nel percorso che viene loro proposto.

L’esposizione permanente ospita 33 opere d’arte africana distribuite in 18 vetrine visibili su quattro lati o su tre lati a seconda delle caratteristiche dei pezzi esposti. La vastià dell’area sub-sahariana, in cui l’arte plastica ha trovato il suo sviluppo, implica una moltitudine di stili che riflettono le culture di popolazioni spesso mescolate tra loro.

Definire tali stili sarebbe una maniera di “porre ordine” attenendoci a criteri che rispondono al nostro modo di pensare, tuttavia ciò porterebbe ad inevitabili generalizzazioni data la complessità dell’argomento.

Dal Mali al Burkina Faso, dal Gambia alla Sierra Leone, lungo il Golfo di Guinea fino alla Nigeria, al Cameroun, al Gabon, alle aree congolesi e all’Angola, si susseguono stati i cui confini tracciati dal potere coloniale, con scarsa o nulla attenzione alle realtà demografiche, separano gruppo di origine e tradizione comune e uniscono, forzosamente, altri che non hanno affinità culturali.

Il Museo non propone un percorso di tipo geografico ma una serie di esempi. Tra le opere più significative, si segnalano: le sculture Dogon e Lobi, le maschere del Burkina Faso, le eleganti figure Baulè, un reliquiario Mahongwe, un altare Tellem, una testa Mahen Yafe, le terracotte Akan, una statua Igbo, un pilastro scolpito Babanki. Le opere del Museo sono molto ambite e particolarmente quotate nel mercato dell’arte occidentale, ma l’intento primario è quello di “svelare” alla nostra società una storia non ancora conosciuta e della quale, per tante ragioni, se ne avverte la necessità.

Nell’area dedicata alle esposizioni temporanee, il Museo allestisce, ogni anno, una mostra dedicata a temi specifici dell’Africa (giocattoli, strumenti musicali, tecniche pittoriche, ecc.).

Contatti:

Via G. B. Peruzzo, 142 – Basella di Urgnano (BG)

Telefono: 035.894670 – Cell. 380.4727660

Email:info@museoafricano.it

Orari:
da Lunedi a Venerdi: 8.30-16.30 (orario continuato)

Sabato e Domenica: aperto su prenotazione

http://www.museoafricano.it