Segnali Experimenta: Musiche e strumenti della tradizione popolare bergamasca

Quando:
22 aprile 2017@21:00
2017-04-22T21:00:00+02:00
2017-04-22T21:15:00+02:00
Dove:
Urgnano, Castello Albani
Costo:
€ 10
Contatto:
Laboratorio Teatro Officina

LA MUSICA E GLI STRUMENTI NELLA TRADIZIONE POPOLARE BERGAMASCA
Relatore, cornamuse, campanine, flauti: Valter Biella
Percussioni popolari e di fantasia, canto: Giusi Pesenti
Violino, cornamuse, percussioni: Alberto Rota
Fisarmonica, cornamusa, chitarra: Giampiero Crotti

Il concerto-conferenza vuole essere un viaggio attraverso il ricco patrimonio legato alla cultura musicale popolare bergamasca. Si parla di:
– “baghèt”, è il termine con cui è conosciuta la cornamusa bergamasca, che è presente fin dalla fine del 1300 nelle valli orobiche. Di questo patrimonio arcaico sono rimasti in provincia pochi esemplari di strumenti storici e, probabilmente, la testimonianza di uno degli ultimi suonatori di cornamusa di tutto il Nord Italia: Giacomo Ruggeri di Casnigo. La sua è diventata una delle testimonianze basilari per l’intero mio lavoro di ricerca, ed è l’anello di congiunzione tra la vecchia e la nuova tradizione di suonatori bergamaschi.
– la musica delle campane a festa conosciuta come “l’allegrezza”, il suono che ha accompagnato per secoli tutti i momenti aggregativi della comunità, i riti della religiosità, le ricorrenze gioiose e tragiche. Protagonista era la figura del campanaro, vero “musico della comunità”, al servizio della stessa tanto da essere assunto e pagato con un regolare contratto, e che aveva un “alfabeto” di suoni e musiche da rispettare e  riproporre con rigorosa continuità.
– “le campanine”, lo strumento che serve ai campanari per mantenere viva la tradizione delle campane a festa. Sono una sorta di xilofono, con i risonatori ricavati dal vetro, costruito dagli stessi campanari, che tenevano a memoria, senza trascrizioni musicali, decine di brani, da studiare prima di salire in cima al campanile. Sono figlie di una economia povera ma dotata di una ricchezza di linguaggio e sonorità straordinarie.
– i flauti della Valle Imagna, strumenti costruiti al tornio dai valligiani. Un patrimonio nato ed evolutosi in un percorso iniziato secoli fa, ed arrivato sino a noi grazie agli ultimi informatori del mondo contadino, che hanno vinto la fragilità di una cultura sostanzialmente orale.
Durante l’incontro si proietteranno filmati, verranno eseguite musiche, si mostreranno gli strumenti, si parlerà di suonatori e balli, si potranno provare cornamuse, flauti e campanine, verrà cioè tracciato un percorso che introduca alla ricchezza del patrimonio legato alla musica ed agli strumenti della tradizione orobica.

 

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